Porto di Napoli: una Storia Millenaria

La città di Napoli vanta una storia che racconta soprattutto di mare e dei suoi bellissimi paesaggi. Neapolis fu fondata dagli abitanti di Cuma nella parte orientale della città originaria e per Roma era un’importante porta sul mondo dell’arte e della civiltà greca, il suo porto infatti permetteva una posizione di egemonia nei traffici commerciali con la Grecia.

Sotto la dominazione normanna, il porto vive un periodo di grande splendore, al punto che Napoli è l’unica fra le città marittime italiane ad entrare, nella Lega della Compagnia, detta delle Città Anseatiche.

Il periodo normanno è segnato da enormi successi tanto in campo marittimo quanto nei traffici. Sotto il regno di Carlo I d’Angiò il porto si amplia, si arricchisce di nuovi edifici e la città diventa ormai fra le più grandi e popolose d’Europa.

La fortificazione del porto e la costruzione di magazzini, di depositi e di fabbriche continua sotto la dominazione aragonese.

Sotto il Regno dei Borboni il porto si afferma come uno dei più attrezzati, dei più forti a livello europeo.

L’Unità d’Italia invece segna negativamente la storia del porto, che vide diminuire i suoi traffici e ridurre le sue attività e a partire dal 1861 iniziò il declino, che durò sino ai primi del ‘900, quando, grazie all’impegno di Francesco Saverio Nitti e dall’Ammiraglio Augusto Witting, avviene finalmente la ripresa.

Napoli durante l’epoca fascista diventa il porto di collegamento con i possedimenti coloniali e gode della costruzione di nuove infrastrutture e di nuovi edifici come la Stazione Marittima, costruita nel 1936 dall’architetto Cesare Bazzani.

Dopo la seconda guerra mondiale, molti italiani partirono proprio dal porto di Napoli per cercare fortuna in America.